Antonella De Nisco – Leporinus è collocata nella rotatoria d’ingresso del quartiere ed è composta da tre sagome leggere di lepri. Il titolo recupera la memoria più antica del territorio attraverso la figura della lepre. Il titolo richiama infatti l’etimologia attribuita al nome Librino, interpretato come “luogo delle lepri”. Le tre sagome leggere sembrano attraversare lo spazio con naturalezza, restituendo al quartiere un legame con il suo paesaggio originario e con la sua storia, precedente all’espansione urbana. L’opera invita gli abitanti a riconoscersi in una memoria condivisa e a riscoprire l’identità del luogo, mostrando come il passato possa diventare una risorsa per costruire il futuro. Ha voluto sottolineare come ogni territorio custodisca nel proprio nome una storia condivisa.
Nel progetto di Antonio Presti le tre opere dialogano tra loro e costruiscono un unico racconto. Leporinus restituisce la memoria e le radici del territorio; Cavalli al Vento esprime la forza del movimento, della libertà e della trasformazione; Luna Sola invita infine a coltivare il sogno e l’immaginazione come strumenti di rinascita. Insieme compongono un percorso simbolico in cui identità, energia e visione diventano gli elementi attraverso cui l’arte pubblica contribuisce a trasformare la percezione del quartiere e a rafforzare il senso di appartenenza della comunità.
Antonella De Nisco (Napoli, 1975) è un’artista e ricercatrice la cui pratica si sviluppa tra arte pubblica, partecipazione e pratiche relazionali. Il suo lavoro nasce dall’ascolto dei territori e delle comunità, con particolare attenzione alla memoria dei luoghi, alle identità culturali e ai processi di trasformazione sociale. Attraverso installazioni, interventi site-specific e progetti partecipativi, costruisce opere che mettono in relazione patrimonio materiale e immateriale, natura e paesaggio umano. Ha esposto in numerose istituzioni italiane e internazionali e collabora con enti pubblici e realtà culturali impegnate nella rigenerazione urbana.
L'opera