“Le 5 generazioni”: inaugurato il giardino dell’Atelier sul Mare, un progetto diffuso tra arte, memoria e futuro
Il 19 ottobre 2025 è stato inaugurato il giardino della nuova sede dell’Atelier sul Mare a Villa Margi, con l’opening dell’installazione collettiva “Le 5 generazioni”, un progetto artistico che si sviluppa in un percorso diffuso tra luoghi simbolici della Sicilia, mettendo in relazione territori, memorie e differenti linguaggi della contemporaneità.
La mostra coinvolge, oltre alla nuova sede dell’Atelier sul Mare a Villa Margi, anche Gibellina e l’Albergo delle Povere di Palermo, creando un ideale itinerario culturale che attraversa luoghi segnati dalla storia e dalla capacità dell’arte di generare rinascita, dialogo e nuove visioni.
La mostra presso il nuovo Atelier sul Mare è realizzata dal collettivo composto da Calogero Arcidiacono, Antonello Bonanno Conti, Francesco Carbone, Gloria Di Modica, Chiara Gullo, Giacomo Noyà, Christian Reina, Lorenzo Reina, Francesca Germana Romano, Giovanni Russo, Giusto Sucato e Agostino Tulumello e si inserisce nel percorso di ricerca dell’Atelier sul Mare, da sempre luogo in cui l’arte supera la dimensione espositiva per diventare esperienza, relazione e partecipazione.
Il progetto “Le 5 generazioni” mette in dialogo artisti, territori e comunità, proponendo una riflessione sul rapporto tra memoria e futuro, tra eredità culturale e nuove possibilità creative. La scelta di luoghi diversi ma profondamente legati alla storia culturale della Sicilia sottolinea la volontà di costruire un percorso artistico capace di unire esperienze, sensibilità e generazioni differenti.
Il nuovo giardino dell’Atelier sul Mare a Villa Margi diventa così una nuova soglia di bellezza e accoglienza, uno spazio aperto in cui arte e paesaggio si incontrano, in continuità con la visione della Fondazione Antonio Presti ETS, impegnata nella costruzione di luoghi in cui la Bellezza diventa patrimonio condiviso e strumento di crescita culturale e sociale.
Con “Le 5 generazioni”, la Fondazione rinnova il proprio impegno nel promuovere l’arte come atto di responsabilità civile: un linguaggio capace di custodire la memoria dei luoghi, creare comunità e aprire nuove prospettive per il futuro.
L'opera