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Io sono il fiume Oreto dell'umanità

2005 - 2010

Una serie di iniziative progettate allo scopo di coinvolgere i giovani di Palermo e della provincia per studiare il fiume Oreto e riappropriarsi di questo luogo simbolo della città. Una rinascita della bellezza nell’area protetta del Parco dell’Oreto, un parco fluviale con le sponde da recuperare e rinaturalizzare, con sentieri da realizzare, un Museo a Cielo aperto pensato da Fiumara d’Arte per restituire l’Oreto ad una Umanità non solo palermitana. Un progetto di impegno morale, culturale ed educativo rivolto al fiume Oreto di Palermo: una scelta simbolica, un luogo dimenticato da cui ricominciare per fare riaccendere la voglia di riscatto. Un fiume che scegliendo il valore della Bellezza rinasce a nuova vita.
Alla Fondazione Antonio Presti va il merito di aver creato un’ampia rete di collaborazioni: la Fondazione Salvare Palermo, che ha saputo coinvolgere ottanta scuole dei comuni di Palermo, Altofonte e Monreale, l’Ufficio Scolastico Regionale, le Facoltà di Architettura, di Ingegneria e di Agraria dell’Università degli studi di Palermo, l’Ospedale Civico, le amministrazioni municipali di Monreale, Altofonte e Palermo, la Biblioteca Comunale di Palermo, con il patrocinio del MIUR e Consorzio S.A.L.I. e in collaborazione con il Giornale di Sicilia.
Hanno partecipato circa 130 scuole di Palermo, Monreale ed Altofonte.

Anno dopo anno il progetto è cresciuto con gli studenti, rendendoli protagonisti di un importante percorso di sensibilizzazione e di presa di coscienza nei confronti del fiume-simbolo della loro città. Attraverso il valore dell’impegno si è voluta sostenere ed affermare con forza una vera e propria “educazione alla cittadinanza” contribuendo a sviluppare una nuova coscienza collettiva di rispetto per l’ambiente circostante, sia fisico che umano, educando i giovani al rispetto per sé stessi, per gli altri e per la propria città.
Durante i tanti incontri nelle scuole, sono state proposte riflessioni sui grandi principi e ideali (la Bellezza, l’Acqua, la Grande Madre, etc.). I dirigenti scolastici e gli insegnanti hanno quotidianamente affrontano la difficile responsabilità della formazione ed i ragazzi si sono stretti con passione attorno al loro fiume, partecipando attivamente a tutte le attività.
Il progetto Io sono il fiume Oreto dell’Umanità ha voluto portare ad una reale costruzione di qualcosa di bello: da un lato una rinnovata coscienza collettiva devota alla Bellezza e con la volontà di sensibilizzare i giovani sull’importanza del dono e della solidarietà, dall’altro l’idea di realizzare un museo a cielo aperto quale concreto e duraturo simbolo di tale coscienza.

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Tutti insieme per la rinascita del fiume Oreto

Protagonisti della giornata centinaia di palloncini in volo, raccolta firme, i ragazzi di centocinquanta scuole palermitane, e alcuni tra i poeti contemporanei convolti nel progetto.

20 marzo 2005 , Grand Tour della Poesia – ”Una poesia per l’Oreto (5) copia

Grand Tour della Poesia

”Una poesia per l’Oreto – la parola della devozione alla bellezza”.
Viene inaugurata la manifestazione che, mese dopo mese, ha invitato in 73 scuole di Palermo e provincia di ogni ordine e grado, le voci più autorevoli della poesia contemporanea che hanno offerto al fiume le loro parole non inquinate.

6 al 17 marzo 2006, Mostra sul fiume Oreto (3) copia

Mostra sul fiume Oreto

Inaugurazione della mostra svoltasi presso Palazzo Branciforte alla presenza della signora Danielle Mitterand. Essa ha avuto per oggetto “Il fiume Oreto – storia, proposte, speranze”, con l’intento di sostenere il progetto “Io sono il fiume Oreto dell’Umanità”.

Manifestazione Io sono acqua – gli studenti versano l’acqua pura della sorgente di Altofonte nel fiume Oreto a Palermo diventato rigagnolo di fogna

Io sono acqua per il fiume Oreto

In occasione della manifestazione organizzata per sensibilizzare sui temi e sui progetti dedicati alla rinascita del fiume Oreto, viene conferita la cittadinanza onoraria di Altofonte a Danielle Mitterrand, ex “première dame” francese e presidente della Fondazione France Libertès, strenua sostenitrice dei diritti umani e autorevole membro del Comitato Internazionale per il Contratto Mondiale dell’Acqua.

Manifestazione Io sono acqua – Le bandiere delle scuole di PA prima dell’installazione sui pali (1)

Nel piccolo centro alle porte di Palermo, la Mitterand ha aperto la sorgente Santa Maria di Alfotonte, principale affluente del fiume Oreto, ormai simbolo di degrado.

A seguire mille e cinquecento studenti di settantacinque scuole hanno raccolto l’acqua pura ancora non contaminata, per versarla alla foce dell’Oreto, a Palermo, e purificare “simbolicamente” il fiume.

20 marzo 2005 , Grand Tour della Poesia – ”Una poesia per l’Oreto (4)

Esposizione all’Ospedale di Palermo

L’Ospedale Civico di Palermo accoglie le bandiere-quadro realizzate dagli studenti della città, allestendo una mostra permanente all’interno dei vari reparti, per regalare un pensiero di bellezza e di speranza a tutti coloro che in quel momento stanno soffrendo.

2007 Io sono acqua -Installazione di bandiere sui pali della luce dall’aeroporto da Palermo a Villabate (6)

1000 bandiere per l'Oreto

Nell’ambito del progetto didattico “Io sono acqua per il fiume Oreto”, vengono installate 1000 bandiere-quadro realizzate dagli studenti di 70 scuole di Palermo, su tutti i pali della luce dall’aeroporto di Punta Raisi Villabate e quelli di due grandi assi viari (il lungomare da Piazza XIII Vittime fino a Villabate e tutto il tratto autostradale e della circonvallazione, da Villabate a Tommaso Natale).

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Giornata internazionale della poesia

Lettura di opere dei poeti invitati a partecipare alla serata dedicata allo stupore e al rito della parola. Un modo per costruire un dibattito culturale e nutrire aspettative civiche e prospettive di cambiamento.

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“Il valore della semina è la semina stessa –spiega Presti, sottolineando il senso non solo simbolico della costruzione di un paesaggio etico e materiale attorno all’Oreto– perché i risultati si coglieranno nel suo divenire. Bisogna ripartire da zero e ricominciare a parlare di valore e di impegno coinvolgendo attivamente i bambini. Parallelamente alla rinascita dell’Oreto crescerà una generazione di ragazzi che avrà seguito passo a passo tutte le fasi dell’impegno per il fiume, e che quindi lo sentirà ‘suo’.
La poesia come forza drenante del sentimento di cittadinanza da ritrovare: affinché l’Oreto possa sposare la Bellezza, sarà la poesia a suggerire un’altra idea di rappresentazione della città ai suoi abitanti. La poesia, insomma, come l’arte pubblica. La poesia prima dell’arte pubblica.

100.000 firme per l’Oreto

A partire dal 19 marzo 2009, gli studenti delle 140 scuole che hanno partecipato al progetto Io sono il fiume Oreto dell’umanità promosso dalla Fondazione Antonio Presti, si sono impegnati nella raccolta firme a favore dell’istituzione del Parco del fiume Oreto.
Per oltre 50 anni si è parlato di un piano per la bonifica e l’istituzione del parco fluviale dell’Oreto, una riserva prevista anche nel Piano Regolatore della città di Palermo, senza però mai istituire delle leggi che sanzionassero gli scarichi fognari ed industriali, gli abusivismi edilizi ed i comportamenti illegali.
Dopo 5 anni di percorso educativo e culturale viene quindi promossa una grande campagna di sensibilizzazione e raccolta firme, che si è svolta nella primavera del 2009 nelle scuole di Palermo, Monreale e Altofonte che hanno partecipato al progetto Io sono il fiume Oreto dell’umanità.
Attraverso il valore dell’impegno, il progetto ha risvegliato valori di cittadinanza attiva e di rispetto per l’ambiente circostante, contribuendo ad un processo di rinnovamento della coscienza collettiva.
Nella stessa occasione Antonio Presti, ideatore e promotore del progetto Io sono il fiume Oreto dell’umanità, ha parlato dell’importanza di legare indissolubilmente l’Oreto con i luoghi della cultura in cui si formano i giovani: le scuole e le università, fucine di pensiero e luoghi etici in cui riflettere, discutere e proporre:
Da cinque anni lavoro ad una speranza che chiede concretezza: un progetto di bonifica artistica del fiume Oreto. Un’operazione di riqualificazione ambientale attraverso i codici dell’arte, a conclusione della quale la mia Fondazione intende realizzare un parco scultoreo, un museo a cielo aperto, che possa essere simbolo del processo di riappropriazione civile dell’Oreto e volano di valorizzazione e promozione turistica dell’area.
Come compagni di viaggio per questo mio sogno ho scelto i giovani, i soli che possano farsi portatori di un sentire e un agire nuovi ed essere artefici del riscatto di un fiume violato, oltraggiato, che la società degli adulti a loro precluso e di cui si è persa la memoria. Il riscatto di un fiume e poi di tutta l’isola, della terra impareggiabile di Sciascia, bellissima e maledetta.

Un progetto che non intenda tautologicamente rimanere tale richiede non soltanto buone intenzioni e dichiarazioni d’intento, ma soprattutto impegno e azioni.
Nessuna bonifica è pensabile per l’Oreto in assenza di uno stato di legalità.
La legge per l’Oreto è indispensabile per la salvaguardia e la tutela di questo inestimabile patrimonio naturalistico!
L’Oreto non è soltanto un fiume negato, è il segno tangibile e putrescente della rinuncia alla sovranità sul territorio, un lascito di vergogna che un’indecente lassismo consegna alle nuove generazioni.
Le scuole e la cultura non possono più rimanere spettatrici mute di fronte a questo mancamento di bellezza. La concretezza delle azioni crediamo sia un impegno etico che gli adulti devono ai giovani siciliani. Un appuntamento di responsabilità per le autorità che pensiamo non possa più essere rinviato.
Il valore dell’impegno che chiedono tutti i giovani della città di Palermo alla politica è di affermare principi di legalità e di bellezza per un progetto di futuro.
Questo deve fare la cultura oggi: scardinare il processo di chiusura su sé stessa per “uscire” dai libri e dalle aule e riappropriarsi di un ruolo sociale.
A conclusione dell’anno di attività e della campagna di raccolta firme promossa dalle scuole di Palermo, scriverò per chiedere alla presidenza della Regione un impegno concreto, la promulgazione di una legge senza bilancio che regolamenti il comportamento dei comuni, le attività delle imprese, le abitudini dei privati e dei cittadini. Una legge senza portafoglio, una tutela normativa sull’Oreto, che non preveda alcun finanziamento ma introduca regole e legalità.
L’istituzione dello stato di legalità deve essere il primo passo per una reale riappropriazione civile del fiume, che possa portare ad un risanamento delle acque e ad una riqualificazione dell’area.”
Il fiume Oreto, metafora di quella bellezza negata, grazie a questo impegno, potrà rinascere non solo come fiume ma anche rappresentare una coscienza nuova che sceglie il valore del fare “fatto”.
Il 14 marzo 2010, vengono presentate all’Assemblea Regionale Siciliana 70.000 firme di studenti per la costituzione del Parco del fiume Oreto.