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Doppio sogno

Tobia Ercolino - 2009
ercolino

Doppio sogno

L’esperienza del sogno richiede una fermezza che consenta la costruzione di un mondo di significati autonomi. Qualche lembo di realtà – come le sbavature di un metallo mal ghigliottinato – a contatto con la realtà del sogno, possono ferire un continente antico, disgregandolo e diffondendone isole di senso. Vi sono due tipi di realtà, quella propria e quella del sogno, entrambe autonome che ci consentono di vivere delle esperienze apparentemente simili. Entriamo in una stanza e ci accorgiamo di abitare un’attesa, tanto soggettiva quanto protesa, in grado di farci disperdere il senso di una spazialità superflua, pervasa dalla manifestazione di un corpo che non vive il tempo della realtà. Questo habitat, lontano dalla realtà del giorno, è stato dedicato dall’artista al poeta, colui che dice, ma al tempo stesso accoglie una chiara e necessaria presenza dell’umano. Nell’atto di appartenenza a questa attesa scopriamo di perdere la sembianza di spettatori e incontriamo un tempo in cui l’energia traduce i sintomi della visibilità in una collocazione spaziale all’interno della nostra macchina sensoriale.