L’inaugurazione delle sculture Leporinus, Luna Sola e Cavalli nel Vento si è svolta il 22 ottobre 2025 nel quartiere Librino, a Catania.
L’inaugurazione non è stata soltanto una cerimonia artistica, ma una vera festa di comunità: oltre 3.000 bambini, insieme a madri, insegnanti e residenti, hanno preso parte all’evento. Le nuove opere sono state presentate insieme alla monumentale Porta dei Sogni, composta da migliaia di mattonelle in terracotta modellate dai bambini delle scuole del quartiere, simbolo della partecipazione collettiva che caratterizza l’intero progetto di Antonio Presti. L’iniziativa rientra nella Triennale della Contemporaneità promossa dalla Regione Siciliana, con il sostegno del Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo.
Le tre opere inaugurate sono accomunate dall’idea di restituire identità, immaginazione e speranza a uno spazio urbano spesso associato soltanto al disagio.
Filippo Messina – Cavalli nel Vento è un lungo bassorilievo installato sul muraglione di viale Nitta. L’opera trasforma un lungo muro di cemento in una narrazione dinamica fatta di cavalli lanciati al galoppo. Il cavallo diventa il simbolo dell’energia vitale, della libertà e della forza che spinge a superare i limiti. La corsa non rappresenta una fuga, ma un movimento verso il futuro: un invito a liberarsi dai condizionamenti e a immaginare nuove possibilità. Il vento, elemento invisibile ma capace di imprimere direzione e slancio, diventa la metafora del cambiamento e della speranza. In questo modo l’opera ribalta il significato del muro, che da barriera si trasforma in un luogo di apertura e di visione che evoca energia, libertà e fiducia nel futuro.
Giancarlo Neri – Luna Sola è una scultura costituita da una gigantesca sedia alta circa dieci metri sulla quale si posa una luna luminosa. L’opera invita a rivolgere lo sguardo verso l’alto, richiamando la meraviglia, il sogno e la capacità di conservare uno sguardo infantile sul mondo. La luna rappresenta la dimensione del sogno, dell’immaginazione e della contemplazione, mentre la solitudine evocata dal titolo non è isolamento, ma spazio di ascolto interiore e di riflessione. L’opera suggerisce che ogni persona può trovare nella propria interiorità la forza per immaginare
un futuro diverso, ricordando che la capacità di sognare è una risorsa essenziale per la crescita individuale e collettiva.
Antonella De Nisco – Leporinus è collocata nella rotatoria d’ingresso del quartiere ed è composta da tre sagome leggere di lepri. Il titolo recupera la memoria più antica del territorio attraverso la figura della lepre. Il titolo richiama infatti l’etimologia attribuita al nome Librino, interpretato come “luogo delle lepri”. Le tre sagome leggere sembrano attraversare lo spazio con naturalezza, restituendo al quartiere un legame con il suo paesaggio originario e con la sua storia, precedente all’espansione urbana. L’opera invita gli abitanti a riconoscersi in una memoria condivisa e a riscoprire l’identità del luogo, mostrando come il passato possa diventare una risorsa per costruire il futuro.ha voluto sottolineare come ogni territorio custodisca nel proprio nome una storia condivisa.
Nel progetto di Antonio Presti le tre opere dialogano tra loro e costruiscono un unico racconto. Leporinus restituisce la memoria e le radici del territorio; Cavalli al Vento esprime la forza del movimento, della libertà e della trasformazione; Luna Sola invita infine a coltivare il sogno e l’immaginazione come strumenti di rinascita. Insieme compongono un percorso simbolico in cui identità, energia e visione diventano gli elementi attraverso cui l’arte pubblica contribuisce a trasformare la percezione del quartiere e a rafforzare il senso di appartenenza della comunità.
Filippo Messina (Catania, 1978) è uno scultore e artista visivo siciliano. La sua ricerca si concentra sul rapporto tra materia, spazio e paesaggio urbano, attraverso opere monumentali che dialogano con l’architettura e con la dimensione pubblica. Lavora prevalentemente con materiali come pietra lavica, acciaio e cemento, sviluppando un linguaggio essenziale che coniuga forza plastica e tensione simbolica.
Giancarlo Neri (Napoli, 1955) è un artista italiano riconosciuto a livello internazionale per le sue installazioni ambientali e le sculture di grande scala. Dopo un lungo soggiorno a New York, sviluppa una ricerca che intreccia arte, architettura e paesaggio, utilizzando oggetti quotidiani trasformati in elementi monumentali e fortemente evocativi. Le sue opere affrontano temi come la memoria, il tempo, la solitudine e il rapporto tra individuo e spazio pubblico. Ha partecipato a importanti esposizioni internazionali, tra cui la Biennale di Venezia, e ha realizzato installazioni permanenti in Italia e all’estero.
Antonella De Nisco (Napoli, 1975) è un’artista e ricercatrice la cui pratica si sviluppa tra arte pubblica, partecipazione e pratiche relazionali. Il suo lavoro nasce dall’ascolto dei territori e delle comunità, con particolare attenzione alla memoria dei luoghi, alle identità culturali e ai processi di trasformazione sociale. Attraverso installazioni, interventi site-specific e progetti partecipativi, costruisce opere che mettono in relazione patrimonio materiale e immateriale, natura e paesaggio umano. Ha esposto in numerose istituzioni italiane e internazionali e collabora con enti pubblici e realtà culturali impegnate nella rigenerazione urbana.
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